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La gestione delle risorse idriche sta diventando, in un momento di scarsità e cambiamenti climatici, sempre più complessa ed è spesso soggetta a tensioni sociali tra i vari abitanti della stessa area geografica. Quando, oltre a questo, un terreno è influenzato da eventi calamitosi (pianure, inondazioni, effusioni fluviali, inondazioni, flussi di detriti, fallimenti di pendenza, ecc.) le tensioni coinvolte e i danni causati da decisioni sbagliate (o peggio: decisioni sbagliate) possono diventare una fonte di ingovernabilità che limita le scelte future nell'organizzazione della terra. La gestione dei regimi idrologici e dei deflussi di acque superficiali nei piccoli bacini idrografici, considerati esclusivamente in termini di opere pubbliche, ha spesso portato a interventi complessi, costosi e talvolta anche pericolosi, e a modelli praticamente inefficaci e burocratici di amministrazione fondiaria e prevenzione delle inondazioni.
> <br>L'obiettivo generale del progetto è quello di creare un modello per la gestione di eventi idrologici critici nei bacini idrografici minori di importanza subregionale, che sono molto numerosi in tutta l'Unione europea. Le riflessioni di base di cui sopra suggeriscono che due diverse categorie di problemi dovranno essere affrontate al fine di ridurre al minimo il rischio idraulico residuo nelle reti idrografiche secondarie:
> — definire un modello di previsione idrologico e idraulico tarato alle condizioni locali;<br> — rendere le previsioni idrologiche e idrauliche per i piccoli bacini idrografici gestibili in tempo reale, adattandola alla reale evoluzione dell'evento su base ora per ora.
> <br>Affinché la Difesa Civile Provinciale possa intraprendere azioni immediate, efficaci e sicure in caso di calamità in piccoli bacini idrografici, è necessario applicare una serie di misure preventive non strutturali. Di seguito sono riportati alcuni esempi: — un'analisi dettagliata delle caratteristiche del terreno: definizione della rete idrografica secondaria, analisi dello specifico regime idrologico e idrografico del flusso esaminato;
> — simulazione non formale degli eventi che potrebbero accadere e delle loro possibili evoluzioni;<br> — definizione degli scenari di rischio per quanto riguarda: abitanti locali, imprese, vie di comunicazione, principali infrastrutture, ricchezza culturale e ambientale;
> — messa a punto di modelli di intervento basati sulle risorse effettive e sulla capacità di coordinamento della popolazione che vive nella zona colpita da calamità<p>
Project information
Lead
Provincia di Alessandria (IT) Nuria Mignone
Partners
*Direttore della Protezione Ambientale e della Gestione delle Acque Sud-Transdanubiane * Provincia di Alessandria (I) * Università di Pavia (I) * Hydrographischer Dienst Steiermark (AUT) * Ingenieurb ü Umweltmanagement und Wasserwesen (DE) * Distretto dei Fondi strutturali di Płock (PO) * Distretto di Płock (PO) * Dipartimento di Ingegneria Idraulica e Ricoltiva Ambientale (PO)
Source of funding
INTERREG IV B EUROPA CENTRALE
Reference information
Websites:
Published in Climate-ADAPT: Jan 1, 1970
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